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il matrimonio e la separazione ai tempi della grande crisi economica
Ci si sposa di meno e negli ultimi anni i matrimoni civili hanno superato quelli religiosi. Per contro, le separazioni sono percentualmente aumentate. Ma spesso, sempre più spesso, é la crisi economica: l'Imu, la pressione fiscale crescente, a far sì che sempre più coppie sposate (specie con redditi alti) per pagare meno tasse, decidono di ricorrere alla falsa separazione consensuale. Una serie di vantaggi fiscali che le famiglie separate riescono ad ottenere una volta avuta la sentenza o l'omologa in caso di separazione consensuale.
I componenti di una famiglia, ricorrendo alle detrazioni fiscali possono realizzare un risparmio anche notevole in termini di Irpef, ticket sanitari, tasse universitarie. A cui si può aggiungere la possibilità di trasformare una seconda casa in "abitazione principale" con ulteriori sconti fiscali. A titolo di esempio una famiglia con due figli ed un imponibile su un solo reddito di 40.000 euro può arrivare a risparmiare fino a 2.500 euro. E' l'uovo di Colombo:

Semplicemente facendo una finta separazione nella quale un coniuge dichiara di dare un mantenimento di XX.000 euro alla moglie ridurrà automaticamente il proprio carico fiscale. Inoltre i coniugi presentano due dichiarazioni: così per il meccanismo della tassazione progressiva il risparmio sarà sempre crescente e legale.
E' vero, in fondo si tratta di persone che vogliono alleggerirsi del cosiddetto cumulo dei beni. E l'unico modo per farlo è "separarsi".
Tutto legale perché la legge italiana non prevede un controllo di effettiva separazione per verificare che i coniugi si siano lasciati o meno. Questa pratica è ancora poco conosciuta ma gli interessi, anche dovuti alla situazione economica e di assenza di fiducia nelle prospettive, sembrano prevalere sui sentimenti iniziali.Ci si sposa per acquisire la cittadinanza e ci si separa per non pagare le tasse. Nei casi peggiori si vive da separati in casa ma ci si odia, perché non si hanno i soldi per separarsi (ma questo riguarda le famiglie meno abbienti)".
A conti fatti anche se laseparazione ha comunque un costo. conviene lo stesso.
Nel caso di una separazione consensuale si può ricorrere ad un avvocato per entrambi i coniugi, si spendono 1000 o al massimo 1.500 euro. Una cifra irrisoria rispetto agli sgravi fiscali che ne derivano. E poi in alcuni tribunali non c'è neanche bisogno dell'avvocato. Si va in cancelleria e si prende un prestampato, si compila e si consegna a costo zero".