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La comunione dei beni tra coniugi è il regime previsto dall'articolo 159 del c.c. e viene automaticamente applicato al momento della stipula del matrimonio, se non vi sia diversa scelta degli stessi. 
Rientrano in comune i beni acquistati durante il matrimonio: anche se separatamente.
Il reddito, ad esempio un canone d'affitto, anche se l'immobile è stato acquisito prima del matrimonio.
I proventi di una attività svolta da entrambi, anche in essere da prima del matrimonio. In ogni caso, anche dopo aver contratto il matrimonio, i coniugi, possono  successivamente fare richiesta di separazione dei beni. 

La notifica della separazione dei beni viene redatta da un notaio dietro richiesta  e consenso dei due coniugi.
Questi trascriverà sull'atto di matrimonio l'avvenuto cambiamento; ciò è importante nei confronti di altre persone.

Nel caso che la separazione dei beni fosse richiesta da uno solo dei coniugi,  il richiedente dovrà fare esplicita domanda al tribunale.
I casi in cui è possibile richiedere la separazione del patrimonio prevedono: la cattiva amministrazione dei beni, l'inabilità o l'interdizione di uno di essi, la sospensione degli effetti civili, la separazione personale ed il fallimento.